Guida
Costruire un'azienda di stablecoin o token di pagamento negli Emirati Arabi Uniti
La risposta breve
Per un token di pagamento riferito al dirham, decide la Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti (CBUAE) ai sensi del suo Payment Token Services Regulation. Per una stablecoin riferita a una valuta estera ed emessa dalla mainland di Dubai o da una free zone esterna al DIFC, decide la Virtual Assets Regulatory Authority (VARA) ai sensi del suo Virtual Asset Issuance Rulebook, che tratta una stablecoin come Fiat-Referenced Virtual Asset. Entrambi i percorsi richiedono una licenza di emissione di token di pagamento o di asset virtuali, non una ordinaria licenza commerciale, e una licenza commerciale non si converte mai in tale licenza. Il fattore che determina quale percorso si applichi, e quanto sia oneroso, è ciò a cui il token fa riferimento e quale funzione svolga l'entità: emissione, detenzione delle riserve, distribuzione o amministrazione della tecnologia.
Quale regolatore decide, e su quale base
Due autorità possono rivendicare questa attività, e quale si applichi dipende dal token e dal luogo dell'attività, non da come l'impresa si descrive. Il Payment Token Services Regulation della CBUAE disciplina i token di pagamento riferiti al dirham: emissione, conversione, custodia e trasferimento di un token ancorato al dirham spettano alla Banca Centrale. VARA è l'unica autorità che regolamenta gli asset virtuali nelle free zones e nella mainland di Dubai, fuori dal DIFC; il suo Virtual Asset Issuance Rulebook riserva a una stablecoin riferita a una valuta estera una categoria propria (Fiat-Referenced Virtual Asset), accanto a una categoria distinta per gli asset riferiti ad altri asset. Un'impresa che emette dalla mainland di Dubai o da una free zone esterna al DIFC, facendo riferimento a una valuta diversa dal dirham, ricade sotto VARA e non sotto la Banca Centrale.
Un'impresa che si limita a distribuire o convertire un token già emesso, senza diventarne l'emittente, può rientrare invece in una struttura di broker di criptovalute o OTC desk. Individuare correttamente la ripartizione tra CBUAE e VARA, confermata direttamente con il regolatore prima di qualsiasi presentazione, è il punto di partenza di qualsiasi attività di VARA e costituzione di società di asset virtuali.
Cosa richiede realmente il regolatore
Ai sensi di VARA, l'emittente di un Fiat-Referenced Virtual Asset deve soddisfare i requisiti di licenza dell'Issuance Rulebook prima del lancio, quindi pubblicare un whitepaper e un'informativa sui rischi in base ai requisiti di informativa pubblica: ciò che viene comunicato ai titolari è una condizione di licenza, non una scelta di marketing. Un emittente di FRVA deve inoltre mantenere un Paid-Up Capital pari a AED 1,500,000 più il due percento del valore dell'offerta disponibile dell'FRVA. Quattro rulebook obbligatori sono alla base di ogni attività VARA, emissione compresa: Company, Compliance and Risk Management, Technology and Information e Market Conduct. Insieme contengono i requisiti in materia di gestione residente, conformità, MLRO e controlli tecnologici, e non il solo rulebook di emissione.
La CBUAE stabilisce le proprie condizioni di capitale, governance e riserva per un token referenziato al Dirham ai sensi della Payment Token Services Regulation; in questa sede non viene confermata alcuna cifra di capitale o di riserva, pertanto qualsiasi cifra citata altrove dovrebbe essere verificata direttamente con la Banca Centrale prima di essere utilizzata.
Il whitepaper, il business plan e l'insieme delle politiche esaminati da un regolatore sono documenti destinati al regolatore, non materiale di marketing. Predisporre fin dall'inizio piani aziendali e documentazione secondo quello standard supera la revisione meglio rispetto ad adattare materiale scritto per un token diverso.
Come si muove il denaro: riserve, rimborso e rapporti bancari
La riserva di una stablecoin è l'attivo che rende credibile il rimborso, per cui sia le banche che il regolatore partono da lì. Le norme VARA sui Fiat-Referenced Virtual Asset richiedono che l'emittente detenga attivi di riserva pari in ogni momento ad almeno il 100% dell'FRVA in circolazione, detenuti esclusivamente in contanti, equivalenti di contanti o strumenti a breve termine e altamente liquidi denominati nella valuta di riferimento, sottoposti a revisione mensile. I detentori devono avere un diritto legalmente esigibile di rimborso alla pari, con richieste eseguite entro un giorno lavorativo e senza alcuna commissione di rimborso. La liquidità di riserva non è liquidità operativa, e un conto bancario che le mescola è un rilievo pronto a emergere.
Le banche trattano per impostazione predefinita un emittente di token come un cliente soggetto a due diligence rafforzata, pertanto una separazione netta tra il conto di riserva, il conto operativo e il capitale circolante, documentata prima dell'inizio dell'onboarding, contribuisce alla prontezza bancaria più di qualsiasi presentazione. Quando il finanziamento della riserva proviene da investitori o da un gruppo controllante, è opportuno aspettarsi che la banca e il regolatore chiedano informazioni sulla provenienza dei fondi con la stessa attenzione con cui chiedono informazioni sui meccanismi del token.
Proprietà, sostanza e i ruoli da coprire
Il Company Rulebook di VARA è obbligatorio per ogni attività licenziata, emissione compresa, ed è la sede in cui si colloca il test di sostanza: un management senior residente, una funzione di conformità e un MLRO sono condizioni di licenza, non buone prassi. Una società di detenzione della proprietà intellettuale, una capogruppo offshore o una SPV possono collocarsi al di sopra dell'entità licenziata, ma l'entità titolare della licenza richiede persone nel Paese, non soltanto un indirizzo registrato.
Quando l'amministrazione della riserva, la tecnologia e la distribuzione sono suddivise tra più società, la proprietà di ciascuna entità e la struttura complessiva del gruppo sono soggette allo stesso livello di controllo, perché il regolatore valuta la capacità del gruppo di svolgere la funzione, non solo l'entità indicata nella domanda. È qui che le strutture di proprietà regolamentate e complesse guadagnano il proprio nome: una struttura costruita per apparire economica su una fattura di costituzione è quella che un revisore della VARA o della CBUAE, e ogni banca in seguito, legge con maggiore scetticismo.
Cosa va comunemente storto in questo settore
- Definire un token stabile senza un meccanismo di rimborso legalmente esigibile
- Trattare gli asset di riserva come liquidità operativa, oppure farli transitare entrambi su un unico conto bancario
- Presumere che una stablecoin emessa all'estero possa essere distribuita negli Emirati Arabi Uniti senza un'autorizzazione separata
- Combinare emissione, custodia e conversione in un'unica entità senza mappare ciascuna funzione rispetto alla propria licenza
- Confrontare le tariffe di costituzione tra i diversi percorsi invece del capitale detenuto, delle assunzioni obbligatorie e del costo di rinnovo
Il costo qui si compone a strati, non in un unico importo: il capitale da detenere, le assunzioni obbligatorie e la vigilanza ricorrente si aggiungono alla tariffa di costituzione, e l'onorario dello studio è indicato nella lettera di incarico; si veda come funziona Velarozone.

